RITORNO AI MAESTRI. CONFERENZA DI AUGUSTO ROMANO BURELLI

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Passione, dedizione, competenza, creatività, sono componenti fondamentali per conservare all’architettura il valore di disciplina artistica e tecnica insieme. Di questi temi parleremo con il Prof. Romano Burelli in una conferenza che partirà dai progetti e dagli edifici da lui realizzati per la Germania riunificata, per arrivare a delineare l’approccio teorico che caratterizza la sua carriera di architetto e di insegnante.
Nel lavoro del Prof. Burelli si può riconoscere il lascito della Scuola di Venezia che si è formata attorno ad Aldo Rossi e che intende restituire all’architettura il ruolo di disciplina autonoma, interconnessa e allo stesso tempo indipendente, rispetto alle esigenze meramente funzionali e di mercato.
Nel lavoro teorico di Burelli e nelle sue realizzazioni emerge il carattere rappresentativo, il valore dell’architettura come fenomeno specifico di una cultura collettiva che appartiene alla comunità.
Molti nostri colleghi hanno conosciuto il Prof. Burelli nel suo ruolo di prestigioso insegnante presso lo IUAV e ne hanno seguito la produzione teorica attraverso il suo straordinario corpus di disegni e di pubblicazioni.
La conferenza porrà attenzione sulle molte opere realizzate (soprattutto in Germania), sulle ragioni compositive e sulle circostanze storiche del tutto speciali che ne hanno determinato l’esecuzione.
La seconda parte della conferenza si trasformerà in un dialogo con i colleghi che vorranno porre quesiti ed esprimere considerazioni.

PRESENTAZIONE DEL PROF. AUGUSTO ROMANO BURELLI
1938. Professore Ordinario di Composizione Architettonica all’Università IUAV di Venezia, dove ha insegnato dal 1970 al 2010 e diretto il Dipartimento di Progettazione Architettonica (1991/1997).
All’inizio degli anni ’90, per i suoi studi sulla cultura architettonica tedesca dell’Otto-Novecento, è invitato a Berlino per partecipare alla discussione sulla sua “ricostruzione critica”.
Dopo un periodo di studi e progetti per Potsdam, è coinvolto nel dibattito sulla ricostruzione della città-capitale su temi come: la legittimità del concetto di “ri-costruzione”, “spolia et memoria urbis”, il “destino della tettonica”. Per la città di Heidelberg progetta la ricostruzione della piazza della stazione uno studio sul ruolo urbano dello “Schloss”, pura icona del romanticismo tedesco (1998/2004). L’interesse per l’architettura greca antica, assunta a fondamento delle questioni teoriche e costruttive dell’architettura, accompagna tutta la sua carriera, dalle ricostruzioni congetturali della Casa di Odisseo, della Skeuotheke del Pireo e di molti altri edifici della classicità, fino ai grandi progetti di Pytheos.
Si affiancano a questi, studi e ricerche sull’architettura tedesca, in particolare sui precursori del Movimento Moderno: Friedrich Gilly, Karl Friedrich Schinkel, Gottfried Semper e Ludwig Persius.
Tra le opere costruite: l’edificio commerciale all’Unter den Linden/Mittelstrasse a Berlino, la torre dell’Heiligegeistkirche e la chiesa di Kirchsteigfeld a Potsdam, edifici di abitazione a Potsdam e Berlino, chiese e municipi in Friuli.

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